01.06.2026 – Una Marina di Libri. Per la prima volta il festival dell’editoria indipendente ospiterà una rassegna dedicata al tema della transizione ecologica: “Il clima che cambia. Letture per una transizione ecologica necessaria e giusta”.
- data Giugno 01, 2026
- autore UFFICIO STAMPA
- In COMUNICATI STAMPA, Energia, Natura, Rinnovabili, Senza categoria, Territorio
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Dal 3 al 7 giugno, Una Marina di Libri, il festival dell’editoria indipendente, che si svolgerà presso i Cantieri Culturali alla Zisa di Palermo, ospiterà per la prima volta una rassegna, curata da Legambiente Sicilia, dedicata al tema della transizione ecologica
“Il clima che cambia. Letture per una transizione ecologica necessaria e giusta”.
Un ciclo di incontri con gli autori per approfondire temi di grande attualità quali la crisi climatica ed energetica, la tutela della biodiversità e la sostenibilità, la giustizia ambientale e sociale, e le trasformazioni che riguardano da vicino territori, comunità e stili di vita.
«Siamo felici – dichiara Tommaso Castronovo, presidente di Legambiente Sicilia – che la direzione artistica di Una Marina di Libri abbia accolto con entusiasmo la nostra proposta di inserire all’interno del cartellone del festival una rassegna dedicata alla transizione ecologica. Attraverso la presentazione di questi libri e gli incontri con gli autori vogliamo offrire ai tanti lettori e alle tante lettrici del festival una chiave di lettura fondata sull’ambientalismo scientifico, approccio che la nostra associazione ha adottato da tempo, per comprendere le trasformazioni e le sfide ambientali, sociali ed economiche in corso e individuare le soluzioni necessarie per rendere la transizione ecologica ed energetica giusta e inclusiva».
Gli autori ospiti della rassegna sono:

Giuseppe Onufrio, già direttore di Greenpeace Italia, che insieme a Gianni Silvestrini, direttore scientifico del Kyoto Club, presenterà il libro L’illusione del nucleare e la rivoluzione delle rinnovabili. Gli autori rispondono, con dati, casi reali e un solido impianto argomentativo, ai principali miti legati al presunto “ritorno al nucleare”.
(Giovedì 4 giugno ore 19- Istituto Gramsci)

Stefania Divertito, giornalista d’inchiesta specializzata in tematiche ambientali e autrice del libro Uccidere la natura. Come l’umanità distrugge e salva l’ambiente, racconta gli ecocidi e le ferite invisibili che attraversano il pianeta, troppo spesso ignorate, invitandoci a considerare l’ambiente non soltanto come una risorsa, ma come un sistema vivente degno di tutela e diritti.
(Venerdì 5 giugno ore 18-spazio Open ridotto)
Gianni Petino e Daniela Fisichella, docenti dell’Università di Catania e componenti del gruppo GECO_ACT, sono coautori del volume Cambiamento climatico e territori: decisioni politiche, comunicazione, geografia e diritto, tra crisi e innovazione. Il libro evidenzia come progresso e tutela ambientale siano ormai strettamente interdipendenti: lo sviluppo, per essere autentico, deve essere sostenibile. Persistono tuttavia resistenze istituzionali e ampie fasce della popolazione restano distanti dalla percezione dell’emergenza ecologica. Occorre quindi aprire nuovi spazi di comprensione e confronto, immaginando modalità più eque, consapevoli e relazionali di abitare il mondo.
Intervengono, Maria Antonella Cigno, Responsabile Comunicazione e Normative ESG Circular Srl e Francesco Liotti, presidente del circolo Legambiente Mesogeo. Modera: Giuseppe Amato, responsabile risorse idriche Legambiente Sicilia
(Sabato 6 giugno ore 11-Spazio Mediterraneo)
Antonello Pasini, climatologo e volto noto della divulgazione scientifica televisiva, presenterà La sfida climatica. Dalla scienza alla politica le ragioni del cambiamento. Il volume mette in luce la complessità della crisi climatica, che non rappresenta soltanto una sfida scientifica, ma anche culturale, comunicativa e politica. L’autore propone un percorso che va dall’analisi dei fenomeni all’individuazione di possibili soluzioni, offrendo una riflessione concreta sulle sfide che ci attendono.
Intervengono Tommaso Castronovo, presidente Legambiente Sicilia e Federico Butera, Prof. emerito del Politecnico di Milano Modera Anita Astuto, responsabile Energia e clima Legambiente Sicilia
(Sabato 6 giugno ore 20 – Cre.Zi Plus)

Vittorio Cogliati Dezza, già presidente nazionale di Legambiente e componente del coordinamento del Forum Disuguaglianze e Diversità, insieme a Giovanni Carrosio, presenterà Clima ingiusto. Il welfare per un patto eco-sociale. Gli autori analizzano gli effetti moltiplicatori delle disuguaglianze generati dal cambiamento climatico e dalla mancanza di politiche sociali e ambientali integrate, proponendo un modello di welfare energetico-climatico innovativo, capace di ripensare i sistemi di protezione sociale alla luce dei nuovi rischi ambientali e del rapporto tra persone e ambiente.
Interviene Padre Sergio Ciresi, Direttore della Caritas . Modera Laura Biffi, direzione nazionale Legambient (Venerdì 7 giugno – ore 17 Vasca Cre.Zi)
Per maggiori informazioni sul programma della rassegna consultare unamarinadilibri.it e i canali social di Legambiente Sicilia
08.05.2026 : Mondello: legalità, pianificazione e diritto al mare. Legambiente Sicilia, Libera e WWF Sicilia Nord Occidentale sostengono il cambio di rotta avviato per la gestione della spiaggia di Mondello. SIT-IN 11 maggio alle ore 10 davanti al Lido dei Valdesi.
- data Maggio 10, 2026
- autore UFFICIO STAMPA
- In COMUNICATI STAMPA
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La vicenda che si sta sviluppando a Mondello appare grave e, per certi versi, surreale. In nome di una distorta interpretazione delle esigenze di ordine pubblico, si rischia infatti di bloccare un percorso necessario e condivisibile: quello di una gestione più equa, trasparente e sostenibile della spiaggia, capace di superare un monopolio pluridecennale ormai inaccettabile.
Portando alle estreme conseguenze questa impostazione, si arriverebbe a sostenere che le spiagge libere non debbano esistere, in quanto ritenute meno controllabili rispetto a quelle affidate ai concessionari privati. Una tesi che non solo è infondata, ma che contrasta con i principi fondamentali della gestione dei beni comuni. Le pubbliche amministrazioni dispongono infatti di strumenti normativi, regolatori e di controllo più che adeguati per garantire sicurezza, fruizione ordinata e tutela ambientale anche nelle aree a libera balneazione.
Legambiente Sicilia, Libera e WWF Sicilia Nord Occidentale ribadiscono il proprio pieno sostegno a tutte le iniziative che promuovono legalità, trasparenza e contrasto agli interessi della criminalità e del malaffare, in ogni ambito, compresa la gestione del demanio marittimo. In questo senso, si auspica che i prossimi pronunciamenti della giustizia amministrativa consentano di proseguire senza ostacoli il percorso di riordino avviato per Mondello.
A sostegno di questo percorso, le tre associazioni promuovono un sit-in l’11 maggio alle ore 10 davanti al Lido dei Valdesi, in viale Regina Elena 85, a Mondello.
È necessario ricordare che le concessioni balneari oggetto di proroghe risultano illegittime, in quanto in contrasto con la Direttiva Bolkestein e con le pronunce del Consiglio di Stato intervenute a partire dal 2021. Inoltre, la normativa regionale (Legge Regionale n. 15/2005) stabilisce chiaramente che almeno il 50% delle spiagge debba essere destinato alla libera fruizione: un principio troppo spesso disatteso.
La situazione in Sicilia appare ancora più critica a causa della mancata adozione dei PUDM (Piani di Utilizzo del Demanio Marittimo), strumenti fondamentali per una gestione razionale e sostenibile delle coste. Tale carenza si pone in aperto contrasto anche con quanto stabilito da importanti sentenze della Corte Costituzionale (n. 108/2022 e n. 147/2023), che vietano il rilascio di nuove concessioni demaniali marittime per finalità turistico-balneari in assenza di un’adeguata pianificazione costiera.
A ciò si aggiungono le evidenze emerse in occasione di eventi estremi, come il ciclone “Harry”, che hanno messo in luce una diffusa situazione di vulnerabilità e cattiva gestione del litorale. In molti casi, le strutture balneari non hanno rispettato gli obblighi di smontaggio stagionale, contribuendo a danni ambientali e generando costi di ripristino a carico della collettività. Questo modello non è più sostenibile.
Per queste ragioni, Legambiente Sicilia, Libera e WWF Sicilia Nord Occidentale indicano con chiarezza una direzione da seguire, senza ulteriori ritardi o ambiguità:
- approvazione immediata dei PUDM su tutto il territorio regionale;
- sospensione del rilascio di nuove concessioni in assenza di pianificazione;
- assegnazione delle concessioni tramite gare pubbliche, nel rispetto delle normative europee e secondo criteri di trasparenza e sostenibilità ambientale;
- previsione di strutture esclusivamente stagionali, con obbligo di smontaggio al termine della stagione estiva;
- tutela effettiva del diritto dei cittadini alla libera fruizione delle spiagge.
Il mare e le coste rappresentano un patrimonio collettivo, non un privilegio per pochi. Garantire accesso equo, tutela ambientale e gestione trasparente è un dovere delle istituzioni e un diritto dei cittadini.
30.12.2025 – Il bilancio finale dell’Osservatorio Città Clima di Legambiente 376 gli eventi meteo estremi registrati nel 2025 nella Penisola. La Sicilia è la seconda regione più colpita, con 45 eventi tra allagamenti, danni da vento, frane, ondate di calore ed emergenza siccità.
- data Dicembre 30, 2025
- autore UFFICIO STAMPA
- In COMUNICATI STAMPA, Territorio
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In Italia anche nel 2025 la crisi climatica lascia il segno, e lo fa in maniera sempre più profonda. A parlar chiaro è l’amaro bilancio di fine anno tracciato dell’Osservatorio Città Clima di Legambiente e realizzato in collaborazione con il Gruppo Unipol. Nella Penisola nel 2025, aumentano gli eventi meteo estremi arrivando a quota 376, con +5,9% rispetto al 2024. Il 2025 diventa, così, il secondo anno con più eventi meteo registrati in Italia, negli ultimi 11 anni, dopo il 2023 (quest’ultimo segnato da 383 eventi meteo estremi). Allagamenti da piogge intense (139), danni da vento (86) ed esondazioni fluviali (37) sono i principali fenomeni che si sono abbattuti di più nel corso dell’anno. Preoccupa anche il forte aumento dei casi legati a temperature record, +94% rispetto allo scorso anno, quello delle frane da piogge intense, +42%, e danni da vento, +28,3%. Gli effetti della crisi climatica si ripercuotono anche sui territori: nel 2025 ad essere il più colpito è stato soprattutto il Nord Italia, seguito da Sud e Centro. Tra le città, Genova (12 eventi meteo estremi), Milano (7) e Palermo (7). A livello regionale, le regioni ad aver subito gli impatti maggiori degli eventi meteo estremi sono state: Lombardia, con 50 casi, Sicilia, 45, e la Toscana con 41. A livello provinciale, Genova con 16 eventi meteo estremi, seguita dalla provincia di Messina e Torino con 12, Firenze e Treviso con 11, Milano con 10, Como, Lecce, Massa Carrara e Palermo con 9. Preoccupano anche i danni che gli eventi meteo estremi stanno causando sui trasporti: 24 quelli che nel 2025 hanno provocato danni e ritardi a treni e trasporto pubblico locale nella Penisola. Interruzioni e sospensioni causate non solo da piogge intense, allagamenti e frane dovute a intense precipitazioni, ma anche dalle temperature record e dalle forti raffiche di vento.
Una fotografia preoccupante quella scattata dall’Osservatorio Città Clima di Legambiente che mette in evidenza quanto la crisi climatica stia accelerando il passo anche in Italia causando danni, rendendo il territorio più fragile, e mettendo in pericolo anche la vita delle persone. La Penisola, denuncia Legambiente, paga lo scotto di azioni di adattamento sporadiche e non coordinate, prive di multi settorialità e di un approccio multilivello. Ciò avviene in un contesto in cui i danni subiti nel Paese da ondate di calore, siccità e alluvioni nel 2025, secondo un recente studio dell’Università di Mannheim, ammontano a 11,9 miliardi di euro e in futuro, con una proiezione al 2029, saliranno a 34,2 miliardi di euro. Per evitare ciò è fondamentale avviare una governance nazionale, attuare il PNACC, approvato a fine 2023, stanziando le risorse economiche necessarie che ancora oggi mancano per “dare gambe” alle 361 misure da adottare su scala nazionale e regionale. Ad oggi la sua mancata attuazione rallenta a cascata la redazione di Piani locali di adattamento al clima. Altrettanto urgente è istituire con decreto l’Osservatorio nazionale per l’adattamento ai cambiamenti climatici, composto dai rappresentanti delle Regioni e degli Enti locali per l’individuazione delle priorità territoriali e settoriali e per il monitoraggio dell’efficacia delle azioni di adattamento.
“Ancora una volta l’Italia – commenta Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente – si è fatta trovare impreparata di fronte a una crisi climatica che è una dura realtà sul territorio nazionale da molti anni. Le immagini di quanto accaduto in diverse regioni, dalle alluvioni alla grande siccità, parlano da sole. E a pagarne lo scotto sono come sempre i cittadini, i territori, le imprese e più in generale l’economia del Paese. Continuiamo a riconcorrere le emergenze, invece che lavorare su piani di mitigazione e di adattamento e prevenzione. Al Governo Meloni chiediamo di mettere la crisi climatica al centro della sua agenda politica, attivandosi per lo stanziamento delle risorse necessarie per attuare al più presto il PNACC, che ad oggi resta purtroppo un piano sulla carta, che sono mancate anche nella legge di bilancio in approvazione; approvando il prima possibile una legge contro il consumo di suolo, che non si combatte fermando il fotovoltaico a terra ma vietando poli logistici, data center, nuove infrastrutture stradali, aree residenziali o produttive sui suoli agricoli; istituendo l’Osservatorio nazionale per l’adattamento ai cambiamenti climatici. Non sono più ammessi ritardi”.
SICCITÀ: Il 2025 è stato un anno segnato anche dall’emergenza ormai cronica della siccità. Ad essere più colpito soprattutto il Sud Italia, in particolare il Nord della Sardegna, la Puglia e la Sicilia. In particolare, in Sardegna nella Nurra le aziende agricole sono state costrette a rinunciare a molte colture, compromettendo la produzione alimentare e generando forti ripercussioni economiche. Drammatica la situazione per gli allevamenti, con gli animali che hanno rischiato di restare senz’acqua per abbeverarsi visto il prosciugamento dei pozzi. Le aziende del settore sono state costrette ad acquistare l’acqua a costi insostenibili. A settembre, in Sicilia, i 12 sindaci del comprensorio irriguo di Ribera (Ribera, Alessandria della Rocca, Bivona, Burgio, Caltabellotta, Calamonaci, Cattolica Eraclea, Cianciana, Montallegro, Lucca Sicula, Santo Stefano Quisquina e Villafranca Sicula) hanno chiesto la terza irrigazione di soccorso, per provare a salvare le coltivazioni, in particolare dei frutteti di qualità della zona, dalle arance alle pesche. In Puglia, la Giunta comunale di San Severo (FG) ha deliberato la richiesta di dichiarazione di stato di calamità naturale a causa della prolungata siccità e delle alte temperature che hanno colpito tutta la Capitanata.
Caldo record in Europa: Altro alert rosso le alte temperature. Secondo i recenti dati del Copernicus Climate Change Service è praticamente certo che il 2025 sarà il secondo anno più caldo mai registrato, a pari merito con il 2023, dietro solo al 2024. Secondo il set di dati analizzati (ERA5), è probabile che la temperatura media globale per il periodo 2023-2025 superi 1,5°C, il che rappresenterebbe la prima media triennale a registrare il superamento del limite stabilito dagli Accordi di Parigi. In Europa il caldo record ha segnato l’intera estate. Secondo uno studio condotto da Imperial College London e London School of Hygiene & Tropical Medicine, il cambiamento climatico ha intensificato le temperature estive in tutto il continente europeo e causato 16.500 decessi in più rispetto a un’estate “normale” senza aumento delle temperature causato dalle attività umane.
24.11.2025 – Forum Natura 2030: Una sfida per la tutela della biodiversità. Palermo, Spazio Mediterraneo, Cantieri Culturali alla Zisa – 26 novembre 2025.
- data Novembre 23, 2025
- autore UFFICIO STAMPA
- In COMUNICATI STAMPA, Natura
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Mercoledì 26 novembre alle 16:00 si svolgerà a Palermo nella sede di Legambiente Sicilia (Spazio Mediterraneo, Cantieri Culturali alla Zisa) il Forum Natura 2030 – Una sfida per la tutela della biodiversità.
Il Forum Natura 20230 costituisce un’occasione di confronto tra ambientalisti, esperti, gestori di aree naturali protette ed istituzioni per fare il punto su alcune priorità siciliane in tema di conservazione della natura, alla luce di quanto previsto dalla Strategia Europea per la Biodiversità al 2030, dalle Direttive Comunitarie 92/43/CEE “Habitat” e 209/147/CEE “Uccelli”, dalla recente Legge sul Ripristino della Natura, dalle norme regionali sulle aree naturali protette.
Il programma prevede due sessioni tematiche: “La conservazione della natura in Sicilia: criticità e potenzialità” (a cui parteciperanno Angelo Dimarca Referente regionale Aree Protette di Legambiente Sicilia, il dott. Salvatore Pasta botanico del CNR/IBBR e collaboratore IUCN, il prof. Mario Lo Valvo zoologo dell’Università degli Studi di Palermo e il dott. Francesco Picciotto Dirigente del Servizio Aree Naturali Protette dell’Assessorato Regionale del Territorio e dell’Ambiente) e “I parchi naturali per la conservazione della natura siciliana” (a cui parteciperanno Salvatore Granata referente Legambiente Nebrodi e componente del Comitato Tecnico Scientifico del parco dei Nebrodi, Giuseppe Patti del Circolo Legambiente Etneo, Marco Mastriani coordinatore regionale Federparchi e Stefano Raimondi, Responsabile nazionale Biodiversità di Legambiente) e una tavola rotonda dal titolo “Priorità per il rafforzamento del sistema delle aree protette siciliane” a cui parteciperanno i rappresentanti di alcune associazioni ambientaliste (Gaetano Benedetto Presidente del Centro Studi WWF Italia, Tommaso Castronovo Presidente di Legambiente Sicilia e Giuseppe Riggio Presidente CAI Sicilia) e l’On. Giuseppa Savarino Assessore Regionale al Territorio e Ambiente.
“Con il Forum Natura 2030 ci proponiamo di fare il punto sullo stato delle aree naturali protette in Sicilia evidenziando alcuni criteri naturalistici e oggettivi per la tutela di flora, vegetazione e fauna e per individuare le aree per raggiungere l’obiettivo 30% di aree protette al 2030” – afferma Giulia Casamento, referente Biodiversità di Legambiente Sicilia – “ma anche di rilanciare l’attenzione sulla gestione e sul futuro dei parchi regionali e nazionali in Sicilia e di confrontarsi sulle azioni necessarie per il rafforzamento ed il rilancio del sistema regionale delle aree naturali protette, che custodisce un inestimabile patrimonio naturalistico tuttavia ancora minacciato dalle attività antropiche, dal disinteresse, dalla crisi climatica”.
“Vogliamo raccontare una visione di futuro fondata sulla tutela del nostro Capitale naturale e sull’importante ruolo svolto dalla Biodiversità anche per la mitigazione dei cambiamenti climatici” – ribadisce Tommaso Castronovo, Presidente Legambiente Sicilia – “individuando strategie e azioni per una seria ed efficace transizione ecologica, favorendo soluzioni basate sulla natura e valorizzando i servizi ecosistemici offerti dai nostri ambienti naturali”.
Leggi il Programma_
Per registrarsi all’evento compilare il form al seguente link https://forms.gle/Si7kySEJHuq4q4Bs6
13.10.2025 8° EcoForum regionale sui rifiuti e l’economia circolare. Il focus di questa edizione dedicato alle filiere industriali dell’economia circolare
- data Ottobre 13, 2025
- autore UFFICIO STAMPA
- In COMUNICATI STAMPA, Economia Circolare, Rifiuti
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A Palermo il 16 ottobre l’ottava edizione dell’Ecoforum regionale sui rifiuti e l’economia circolare. Il focus di questa edizione dedicata alle filiere industriali dell’economia circolare
Giovedì prossimo, 16 ottobre, allo Spazio Mediterraneo dei Cantieri Culturali alla Zisa dalle ore 9.30, si terrà l’ottava edizione dell’EcoForum regionale sui Rifiuti e l’Economia Circolare” Le filiere industriali dell’economia circolare”
L’iniziativa rientra nell’ambito della campagna “Sicilia Munnizza Free”, il progetto nazionale di Legambiente per liberare la Sicilia dai rifiuti e avviarci verso l’economia circolare.
L’Economia circolare italiana continua a rappresentare una eccellenza anche a livello europeo, strategica non solo per una corretta gestione dei rifiuti in linea con gli obiettivi europei ma anche per lo sviluppo di filiere industriali importanti e basata su innovazione, riciclo e recupero di materie prime seconde. Sempre più, accanto a settori già consolidati e su cui abbiamo raggiunto i target fissati, diventa prioritario investire e supportare dal punto di vista normativo e di sviluppo anche quelle filiere su cui siamo ancora indietro o che stanno partendo. Questo il focus dell’Ecoforum 2025 che, attraverso diverse sessioni, metterà a confronto imprese, esperti, decisori e parlamentari su criticità, sulle proposte in campo e sulle soluzioni, anche industriali, per la gestione sostenibile dei rifiuti, a partire dalla necessità di migliorare la qualità dei rifiuti raccolti da avviare a riciclo e dalla realizzazione di impianti a servizio del recupero e riuso della materia prima seconda.
Tra i presenti all’EcoForum l’assessore regionale all’Energia e ai Servizi di Pubblica Utilità, Francesco Colianni; il Capo Dipartimento Sviluppo Sostenibile MASE, Laura D’Aprile; il dirigente generale del Dipartimento rifiuti Arturo Vallone; il presidente della Commissione Ambiente e Territorio Giuseppe Carta; il presidente di Sicindustria Luigi Rizzolo; il deputato ARS e Componente Commissione Attività produttive, Luigi Sunseri; il presidente dell’Anci Sicilia, Paolo Amenta,ì; il presidente nazionale di Legambiente, Stefano Ciafani.
A questo link https://forms.gle/p5JRQCPK4tcxuCJU8 il programma dettagliato con i temi che saranno affrontati nelle 3 sessioni.
L’EcoForum è stato riconosciuto dall’Università degli studi di Palermo come evento formativo ai fini del riconoscimento dei crediti agli studenti del corso di Laura in Ingegneria Ambientale
Sicilia Munnizza Free è patrocinata dal Dipartimento regionale rifiuti della Regione Siciliana e da Anci Sicilia
ed è sostenuta da:
Gold Partner: CONAI
Partner Sostenitori: LVS, Agesp,
Partner: Asja, Sarco, SEAP, WEM,
EcoForum Partner: Biorepack, EcoFace, FG Sistem recycling
Ufficio stampa Legambiente Sicilia Teresa Campagna 338 2116468

17.09.2025 – “Puliamo il Mondo 2025”. Prendono avvio anche in Sicilia le attività di volontariato per liberare dai rifiuti parchi, strade, città.
- data Settembre 17, 2025
- autore UFFICIO STAMPA
- In COMUNICATI STAMPA
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Tante le iniziative promosse dai circoli che fanno parte della rete siciliana di Legambiente e che rientrano nel programma della sesta edizione di Sicilia Munnizza Free, progetto nazionale per liberare la Sicilia dai rifiuti verso l’Economia Circolare, ma saranno in buon numero anche quelle organizzate in autonomia da diversi Comuni dell’isola che hanno scelto di aderire a Puliamo il Mondo.
Leggi tutto»12.09.2025 – Ponte sullo stretto di Messina. Greenpeace, Legambiente, Lipu e WWF si rivolgono alla Corte dei Conti
- data Settembre 12, 2025
- autore UFFICIO STAMPA
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Le Associazioni ambientaliste Greenpeace, Legambiente, Lipu e WWF hanno presentato alla Corte dei Conti una cospicua memoria sulla delibera CIPESS relativa alla realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina. La Corte dei Conti è infatti ora chiamata ad un controllo preventivo di legittimità prima che la delibera sia pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale, diventando così efficace a tutti gli effetti; in questa procedura la Corte non tiene in considerazione solo gli aspetti economici e finanziari della delibera sottoposta al controllo preventivo, ma anche i termini del corretto rispetto normativo su cui questa si fonda.
Per questa ragione le Associazioni hanno ritenuto di esporre alla Corte anche una serie di aspetti giuridici complessi, sia rispetto la normativa comunitaria che quella nazionale, con particolare riguardo a quella speciale voluta dal Governo, ed approvata dal Parlamento, per sbloccare questo specifica soluzione di attraversamento dello Stretto di Messina tramite un ponte a campata unica.
La delibera CIPESS è infatti stata assunta nonostante il permanere di gravi elementi di indeterminazione derivanti dal mancato completamento di test di tenuta essenziali al progetto, oltre che da fondamentali approfondimenti sismici necessari.
Sulla normativa speciale per il Ponte sono state invece sollevate problematiche di costituzionalità, peraltro già inserite nei ricorsi al Tar presentati dalle Associazioni avverso i pareri della Commissione VIA VAS.
I pareri della Commissione VIA VAS, che hanno costituito il presupposto della delibera CIPESS, presentano infatti vizi istruttori in relazione sia alla procedura di Valutazione di impatto ambientale (Via), sia alla procedura di Valutazione di incidenza (Vinca), in violazione delle direttive comunitarie in materia ambientale, oltre che in relazione al Trattato dell’Unione per quel che riguarda la mancata applicazione del principio di precauzione. In particolare in merito alla Valutazione di incidenza e agli impatti negativi sui siti tutelati appartenenti alla rete Natura 2000, nella memoria trasmessa alla Corte dei Conti, sono stati contestati i motivi imperativi di rilevante interesse pubblico, attestati dal Governo per giustificare l’approvazione dell’opera, primo fra tutti la presunta funzione militare del Ponte, dichiarata solo nel tentativo di eludere un parere comunitario e, poi, di inserire i costi del Ponte tra quelli delle spese militari.
Tra le questioni giuridiche è stata segnalata anche quella dell’assegnazione dell’opera senza bando di gara internazionale grazie un’interpretazione normativa che per altro è stata messa in dubbio anche dall’ANAC.
Nella memoria inviata alla Corte dei Conti molta attenzione è stata dedicata, infine, ai temi del rapporto costi benefici e a quello della certezza del costo dell’opera, che potrebbe lievitare e di molto incidendo ulteriormente in modo negativo sul bilancio dello Stato. I presunti benefici legati alla messa in esercizio del Ponte sono stati contestati sia in ragione del calcolo dei flussi di traffico previsto, sia in relazione all’incremento del PIL e del reddito pro-capite presentato in termini miracolistici. La certezza dei costi del progetto è stata invece contestata in relazione a diversi fattori: alle incertezze progettuali ancora in essere; alla verifica di ottemperanza alle prescrizioni richieste nel parere di Via in fase ante opera, dal momento che non si possono oggi conoscere le conclusioni degli studi ed analisi (anche di durata annuale) che sono stati richiesti; alla dilatazione dei tempi di avvio dei cantieri che non è stata contabilizzata; ai costi operativi del Ponte; alla necessità di espletare ulteriori processi autorizzativi il cui esito non si può dare per scontato (le captazioni idriche ad esempio).
Legambiente, Greenpeace, Lipu e WWF ritengono pertanto che vi siano ancora, nonostante i proclami del Governo, gravi carenze nel progetto e reiterate violazioni alle normative e si augurano che la Corte dei Conti possa esaminare la memoria e trarne le opportune conseguenze.
04.09.2025 – “Mare Monstrum” 2025 – i numeri e le storie sull’assalto criminale al mare
- data Settembre 04, 2025
- autore UFFICIO STAMPA
- In COMUNICATI STAMPA, Legalità
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Alla vigilia del quindicesimo anniversario dell’omicidio di Angelo Vassallo,
Legambiente presenta il report “Mare Monstrum” 2025 con i numeri e le storie sull’assalto criminale al mare
25.08.2025 Fermare i lavori sul litorale di Capo Schisò (Giardini Naxos) per salvaguardare una specie botanica unica e l’integrità del sito”
- data Agosto 25, 2025
- autore UFFICIO STAMPA
- In COMUNICATI STAMPA, Natura
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Legambiente Sicilia, dopo il blitz organizzato il 15 luglio in occasione dell’arrivo della Goletta Verde in Sicilia per denunciare il rischio concreto di una trasformazione permanente della costa e della scogliera, causata da progetti di cementificazione e da installazioni stabili o stagionali che ne comprometterebbero l’integrità paesaggistica e geomorfologica, lancia un appello urgente
Leggi tutto»16.07.2025 – Goletta Verde sbarca in Sicilia con una doppia tappa ad Augusta ed Agrigento dal 17 al 21. “Aspettando Goletta” a Giardini Naxos, Messina e San Vito lo Capo
- data Luglio 16, 2025
- autore UFFICIO STAMPA
- In COMUNICATI STAMPA, Economia Circolare, Legalità, Natura, Rinnovabili, Territorio
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Ottava tappa di Goletta Verde 2025, la storica campagna estiva di Legambiente che monitora lo stato di salute di mare e coste, che approda in Sicilia con una doppia tappa: ad Augusta e Agrigento dal 17 al 21 luglio. Il viaggio della Goletta, iniziato il 23 giugno dal Friuli-Venezia Giulia terminerà il 9 agosto in Liguria e toccherà tutte le 15 regioni costiere italiane. Temi principali a bordo di questa 39° edizione sono la depurazione delle acque e l’energia rinnovabile, passando per la lotta alla crisi climatica e la salvaguardia della biodiversità. Partners principali Anev, CONOU, Novamont, Renexia, partner tecnico Biorepack.
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Cultura Crea – Invitalia
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