21.04.2012 – Finanziaria regionale: picconate alla Forestale ed al sistema delle Riserve naturali. Rischio caos nella prevenzione incendi.

La legge finanziaria regionale recentemente votata dall’Assemblea Regionale Siciliana non contiene solo l’assurda soppressione dell’Azienda Foreste Demaniali, ma anche il trasferimento alle province delle funzioni in materia di antincendio boschivo spettanti al Corpo Forestale della Regione Siciliana e che le esercitava a tutela dell’intero territorio regionale.

“Si tratta di norme che portano indietro la Sicilia e che fanno precipitare nella ingovernabilità settori delicatissimi sul piano ambientale e sociale – dichiara Mimmo Fontana, presidente regionale di Legambiente Sicilia -  La gestione dei vasti demani forestali ed il servizio regionale antincendio presuppongono unitarietà di strategia e competenze tecniche non garantite dallo smembramento e dall’affidamento alle nove province regionali. Abbiamo già predisposto un’articolata memoria che stiamo inoltrando al Commissario dello Stato per un’auspicata impugnazione di questa legge assurda”.

Legambiente ritiene che la gravità della situazione sia rappresentata da quanto dichiarato ieri sul suo blog dal Presidente della Regione, circa l’immediato trasferimento a giorni dei 26 mila operai forestali alle province per provvedere anche alla pulizia di aree verdi di scuole ed ospedali.
 
“Si rischia il caos a poche settimane dall’inizio della stagione antincendio, con gravi danni per l’intero sistema delle aree naturali protette e per tutto il territorio  – dichiara Angelo Dimarca Responsabile Regionale del Dipartimento Conservazione Natura di Legambiente Sicilia – Gli operai forestali dovrebbero essere utilizzati per la gestione delle aree di interesse naturalistico e per gli interventi contro il dissesto idrogeologico, non per la manutenzione del verde urbano.
C’è da chiedersi a chi giovi poi la cancellazione dell’Azienda Foreste Demaniali qualificato e riconosciuto gestore delle riserve naturali tra le più belle della Sicilia, come lo Zingaro, Vendicari, Pantalica, Cavagrande del Cassibile, Pantelleria, Foce del Platani, Linosa”.

In questo contesto sono gravi le responsabilità di quei soggetti politici e sindacali che nei mesi scorsi  si sono espressi favorevolmente (sottovalutando le gravi evoluzioni possibili) ad un “semplice accorpamento” tra Corpo Forestale (cui compete la vigilanza) e Azienda Foreste Demaniali (cui compete la gestione), disegno da sempre avversato da Legambiente anche per il riproporsi  di incompatibilità funzionali e di situazioni di controllati-controllori cancellati dalla legge regionale 10/2000.

Dinnanzi a questo inaccettabile smantellamento del sistema delle aree naturali protette e di insostituibili presidi per le politiche di conservazione della natura, per Legambiente  è singolare e paradossale il silenzio della Federparchi che, con la soppressione dell’Azienda Foreste Demaniali,  perde in Sicilia uno dei suoi più autorevoli rappresentanti ed una delle esperienze di gestione più importanti a livello nazionale.

5 commenti


  • Mimmo Bruno

    Sono completamante d’accordo con gli amici Mimmo Fontana ed Angelo Di Marca cui ci unisce l’amore per questa bella e disperata terra purtroppo in mano a questa classe politica e burocratica regionale che non sa amarla !

    21 aprile 2012
  • marco

    Non preoccupatevi!!
    Il Commissario dello Stato sa quello ke deve fare!!
    Tutto calcolato a tavolino.
    Abbiate fede !!!

    22 aprile 2012
  • Sono un componente della Flaica – Cub Forestali di Messina, trovo assurdo che rappresentanti del Governo Regionale si alzino un bel mattino e con un colpo di penna azzerino un ente importante come l’Azienda Forestale Demaniale e i settori Manutenzione e Antincendio, categorie di lavoratori professionalizzati, veri guardiani dei boschi. E’ opportuno oggi, sfatare quel luogo comune che addita i forestali come un problema anziché una risorsa utile per la collettività siciliana, infatti, negli anni sono rimasti stritolati nella macchina affaristico politica della Regione e intrappolati da quella piaga sociale che si chiama precariato stagionale, che non solo penalizza loro che lo subiscono come vittime; come vittime sono i cittadini isolani che pagano le tasse per mantenere un esercito ragguardevole di persone in esubero, utili però per quelle attività preventive e manutentive necessarie per mettere sotto controllo e in sicurezza un territorio così devastato da continue cala mità naturali e in piena emergenza idrogeologica. Questa è la mia personale analisi condivisibile o non condivisibile.

    23 aprile 2012
  • Salvatore

    Secondo me è giustissimo che l’azienda foreste demaniali venga accorpata al comando del corpo forestale, fino al 2000 i due enti erano una cosa sola, e la gestione delle aree demaniali funzionava bene, poi per motivi politici per sprecare denaro pubblico si sono divisi i due settori e quindi si sono dovuti fare le doppie dirigenze in ogni provincia alla faccia nostra. L’accorpamento che ben venga ma la GESTIONE dei DEMANI FORESTALI e del servizio ANTINCENDIO deve restare al CORPO FORESTALE.

    23 aprile 2012
  • Vincenzo

    Hanno un solo obiettivo distruggere e privatizzare un bene comune

    23 aprile 2012

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